martedì 15 dicembre 2015

DAT e Cannabis Terapeutica: è tornata in piazza la Saronno laica, progressista e libertaria

Con la raccolta firme di Sabato 12 Dicembre, a sostegno di due proposte di legge regionale di iniziativa popolare su Testamento Biologico e Cannabis Terapeutica, la Saronno laica, libertaria e progressista è tornata a far sentire la propria voce.
Decine di cittadini hanno raggiunto il banchetto organizzato dal comitato promotore delle due proposte di legge, composto da: Associazione Luca Coscioni, Associazione Enzo Tortora, Radicali Italiani, Possibile, Cellula Coscioni Lecco, UAAR e Consulta Milanese per la Laicità delle istituzioni, con il supporto delle realtà locali Saronno Bene Comune e Tu@ Saronno.


“Diverse forze politiche cittadine stanno cercando di trascinare la città in un clima dalle forti tinte conservatrici e nostalgiche” ha dichiarato Riccardo Galetti, portavoce di Saronno Bene Comune. “Non possiamo certo restare a guardare mentre i diritti civili e le libertà vengono strumentalizzati dalle destre di ispirazione lepenista. La partecipazione dei cittadini alla raccolta firme dello scorso sabato è importante per testimoniare la presenza e la vivacità delle forze laiche, progressiste, libertarie e democratiche in città. Per quanto riguarda il Testamento Biologico, in particolare, ricordiamo che grazie all’impegno di partiti e associazioni che sono tra i promotori delle raccolte firme di sabato 12, è attivo presso il Comune di Saronno un Registro delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento. Per informazioni a riguardo invitiamo i cittadini a contattare lo sportello URP del Comune (02/967.10.370-372, urp@comune.saronno.va.it)”.

venerdì 11 dicembre 2015

Raccolta firme Testamento Biologico e Cannabis Terapeutica

Sabato 12 dicembre,dalle ore 15.00 alle 18.00, in via Mazzini/angolo piazza Libertà sarà possibile firmare  per due proposte di legge regionali di iniziativa popolare:
- la prima riguarda la richiesta di istituire un registro regionale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (testamento biologico), con la possibilità, per chi lo desidera, di riportare le proprie volontà sulla Carta Regionale dei Servizi

- la seconda riguarda la richiesta di prevedere una regolamentazione dell'utilizzo della cannabis a scopo terapeutico
Il comitato promotore dell'iniziativa è composto da: Associazione Luca Coscioni, Associazione Enzo Tortora, Radicali Italiani, Possibile, Cellula Coscioni Lecco, UAAR e Consulta Milanese per la Laicità delle istituzioni.

Le proposte di legge sono disgiunte. 
E' quindi possibile firmare per entrambe o per una sola. 
Possono firmare tutti  i cittadini residenti in Lombardia.
Saronno Bene Comune sostiene questa iniziativa, che rientra a pieno titolo tra gli obiettivi di promozione/tutela dei diritti civili che ci caratterizza.
Firmare è un gesto di civiltà che vi chiediamo di compiere indipendentemente dal vostro personale atteggiamento nei confronti del Testamento Biologico e dell'uso terapeutico della cannabis,  ma per garantire i diritti di chi deve sopportare sofferenze che i farmaci convenzionali non sono in grado di lenire e di chi non desidera sottoporsi ad accanimento terapeutico.

Per maggiori informazioni:
Saronno Bene Comune


giovedì 29 ottobre 2015

Trasparenza: online dichiarazioni patrimoniali e cv di giunta e consiglio comunale

Sono on-line e accessibili pubblicamente, atti di nomina, redditi, curricula e situazione patrimoniale (art. 14 c.1 DLGS 33/2013) dei membri della nuova amministrazione e dei consiglieri comunali eletti.
Il sito del Comune di Saronno non offre un agile ed intuitivo accesso ai dati, che potete trovare cliccando QUI.

Dichiarazione patrimoniale dei membri di Giunta e del Pres. del Consiglio comunale


lunedì 19 ottobre 2015

Aderiamo all'appello dell'ANPI, il Comune ritiri il patrocinio


Saronno Bene Comune, che si è data l’ambizioso obiettivo di rappresentare i saronnesi laici, socialisti, democratici e progressisti, non può non aggiungere la propria voce all'allarme lanciato dall’A.N.P.I. a proposito della manifestazione prevista per il prossimo 15 novembre, ritrovo dell’estrema destra meschinamente travestito da evento sportivo. Richiamando i valori repubblicani condivisi da tutti i membri ed i sostenitori di Saronno Bene Comune, ci uniamo agli altri cittadini, alle associazioni ed ai partiti che hanno chiesto all’Amministrazione Fagioli il ritiro del patrocinio all'evento organizzato da “Wolf of the Ring”, che fa capo alla nota organizzazione di estrema destra “Lealtà e Azione”. 

«Non ci stupisce la concessione del patrocinio all'evento di “Lealtà e Azione” da parte della Lega Nord» aggiunge il portavoce di Saronno Bene Comune, Riccardo Galetti. «L’abbraccio di Salvini all'estrema destra lepenista e fascista è cosa nota ed esplicita, la presenza di Casa Pound alle manifestazioni del carroccio è ormai triste routine. Del resto Fagioli non ha avuto problemi ad imbarcare sin dal primo turno gruppuscoli dell’estrema destra locale ed i tifosi di quel che resta del Fronte Ribelle, malamente camuffati da lista civica. Quello che ci ha sinceramente stupito è stato il tombale silenzio in Giunta di forze che abbiamo fino ad oggi considerato limpidamente moderate e ragionevoli, come Saronno al Centro. Concediamo il beneficio del dubbio agli assessori Banfi e Lonardoni, che forse non erano stati adeguatamente informati circa la natura dell’associazione coinvolta nell'evento. Ora sicuramente hanno raccolto maggiori dettagli, ci auguriamo che esigano dal Sindaco il ritiro immediato del patrocinio».  

venerdì 25 settembre 2015

Eliminare la pagina dei gruppi consiliari dal "Saronno Sette" è un atto illiberale

di Giuseppe Nigro
Ex Assessore alla Comunicazione 

Leggo sulla stampa di ieri, 23 settembre 2015, che il responsabile dell'Ufficio Cultura del Comune di Saronno, per conto dell'Amministrazione comunale, ha comunicato ai capigruppo consiliari che il settimanale "Saronno Sette" non ospiterà più gli interventi politici dei gruppi rappresentati in Consiglio Comunale, mentre sarebbe ancora consentita l'informazione di eventi e iniziative, anche di forze politiche.

Trovo la questione piuttosto grave e inquietante, non solo perché s'interrompe una storia che ha radici lontane, ma perché la scelta impoverisce la vita pubblica cittadina e il suo tessuto democratico. Sugli organi di stampa voluti dalle Amministrazioni comunali dal dopoguerra ad oggi, lo spazio riservato ai gruppi consiliari è sempre stato rispettato, anzi gelosamente custodito e favorito.

La passata amministrazione, viste le scarsissime risorse disponibili, individuò nel "Saronno Sette" la sede per fornire l'informazione amministrativa ai cittadini e mantenere viva la tradizione ricordata. Si è così garantito per cinque anni la voce dell'Amministrazione, quelle delle forze politiche, e una vasta e plurale informazione riguardante le numerose iniziative che caratterizzano la vita associativa cittadina. Ritengo l'esperienza fatta uno esempio felice di spirito democratico. La stessa forza politica che esprime l'attuale sindaco si è avvalsa ampiamente dello spazio garantito dal settimanale.

Rimuovere lo spazio riservato al confronto fra i gruppi consiliari è quindi togliere un importante spazio di libertà. È evidente che si sta costruendo uno steccato fra amministrazione e cittadini. È palese che si sta cercando di tenere segrete le scelte di chi governa. È evidente che si vuole togliere la possibilità del confronto in città e che soprattutto si vuole occultare, celare, non far sapere.  Ci avviamo alla dittatura della maggioranza.


Forse, la mia indignazione non interesserà al nuovo sindaco che mi pareva persona lontana dagli eccessi. Evidentemente non bastano i toni pacati per impedire scelte nostalgiche. Spero, però, che l'opinione pubblica saronnese, le forze politiche, le associazioni, facciano sentire la loro riprovazione.
Mi chiedo, infine, come possano le forze del centrodestra che si ispirano ai principi liberali e sostengono il sindaco in carica, consentire un simile scempio. Riflettano. E prendano le distanze del caso. Siamo ad un triste inizio. Non permettiamo che prosegua.



mercoledì 23 settembre 2015

I primi 100 giorni dell’amministrazione Fagioli: un bilancio preoccupante

Lo scadere dei 100 giorni dall'insediamento di un’amministrazione comunale è generalmente considerato il primo appuntamento utile per stilare un provvisorio bilancio dell’attività svolta. Non si tratta, ovviamente, di un arco temporale sufficiente per giudicare i risultati raccolti da questa Giunta. Si  può però, incominciare a valutarne le prime decisioni politiche ed amministrative per cogliere la direzione di marcia che si vuole imprimere al Comune di Saronno nei prossimi 5 anni.

Sicurezza. Non è stata presa nessuna decisione degna di nota. Continuano le risse, i furti in appartamento, lo spaccio di droga, etc. I luoghi sensibili vivono gli stessi problemi di prima. Il controllo del territorio non è stato potenziato. L'unica misura introdotta ha riguardato la rimozione delle panchine presso la fermata degli autobus di corso Italia/piazza S. Francesco (poi reinstallate, vista la prevedibile inefficacia di quest’operazione nei confronti dello spaccio di stupefacenti che avviene nella zona). Nessuna nuova assunzione per potenziare la polizia locale.

Costi della politica e dell'Amministrazione. Aumento del numero di componenti di giunta da 6 a 7. Assunzione, per il momento, di uno dei tre membri previsti nel famigerato staff del sindaco (nuove uscite per Euro 77.000 solo per questa posizione). Il Sindaco ha infatti deciso, supportato unanimemente dalla sua Giunta, di istituire uno “Staff” personale, organismo di cui nessuno dei primi cittadini precedentemente eletto aveva sentito la necessità. Sono previsti nuovi costi complessivi per la modica cifra di 125.000 euro annui. A capo di questo staff - come si è sempre saputo (potenza della trasparenza e della selezione per competenze) - è stato assunto dal Sindaco l’ing. Claudio Ceriani, già Direttore Generale del Comune di Tradate (Amministrazioni leghiste Galli-Candiani), già Amministratore Unico di Seprio Servizi, commissariata per lo sbilancio di svariati milioni di euro (nominato dalle amministrazioni leghiste di Tradate), già Direttore Generale della Provincia di Varese (Amministrazione Galli Lega Nord, di cui ha fatto parte il Sindaco Fagioli, nota per il buco di bilancio di decine di milioni di euro). 

Nuovi servizi. Creazione di un servizio di autobus navetta gratuito tra il comune e lo stadio di Cesate per assistere alle partite casalinghe della nuova squadra di calcio cittadina (Fagioli A. ha prontamente pagato il debito di riconoscenza agli ultras di estrema destra, tra i primi sostenitori del nuovo Sindaco).
Occupazione padana degli incarichi amministrativi. Le energie della nuova amministrazione sono state dedicate alla spartizione delle spoglie della città tra i vincitori. Tutto secondo i crismi della legalità, ma distante anni luce dall'opportunità politica. Il fratello del Sindaco, Fagioli Raffaele, è stato eletto alla Presidenza del Consiglio Comunale. Una carica di garanzia assegnata in famiglia. Alla Saronno Servizi sono stati nominati unicamente esponenti del Carroccio, tra i quali la moglie di un consigliere comunale di lungo corso e Giulio Centemero, già Consigliere Comunale leghista ad Arcore, già portaborse di Matteo Salvini a Bruxelles e attuale membro del “Comitato Amministrativo Federale” della Lega Nord.

Indirizzo politico. Preoccupante l’annuncio dal Sindaco durante il primo Consiglio Comunale, secondo cui “I servizi che vengono erogati ai Saronnesi debbono avere un costo uguale per tutti. Tutti i Saronnesi sono già tassati in maniera progressiva sul reddito: siamo quindi contrari ad erogare servizi a prezzi differenti in base al reddito”. In poche parole, per pagare lo stipendio dello staff del Sindaco si alzeranno i costi dei servizi per i redditi più bassi.

Conclusioni. L'incapacità gestionale e politica del primo cittadino è evidente. La sua assenza pure. La Lega Nord provinciale ha commissariato il sindaco e Saronno con una giunta composta prevalentemente di non saronnesi, di fedeli alla Lega provinciale. Siamo di fronte a un coacervo di forze politiche pronte a far lievitare i costi dell'amministrazione cittadina dopo anni di rigore e sobrietà. C'è di che essere preoccupati per le finanze pubbliche cittadine.
Sappiamo che molti cittadini sono increduli di fronte a quanto sta accadendo e cambierebbero volentieri voto se potessero tornare indietro.
Noi siamo rispettosi del voto dei cittadini. Ma proprio ai cittadini, all'opinione pubblica chiediamo che facciano sentire forte il malessere e la delusione.

Saronno non merita tutto questo. Cambiare in fretta prima che la situazione degeneri è possibile. 

Saronno Bene Comune

giovedì 17 settembre 2015

Nuove misure per la sicurezza del sindaco Fagioli

Sono ricomparse le panchine in stazione. Tolte il 4 luglio ritornano il 16 settembre 2015. Il sindaco Fagioli si è reso conto (senza suggerimenti dello staff) che togliere le panchine non era sufficiente per allontanare gli spacciatori. Anziani e fruitori dei pullman cittadini non dovranno più rimanere in piedi in attesa.
Nel frattempo l'estate, oltre al caldo, non ha risparmiato i saronnesi dai furti in appartamento, dalle risse, dai soliti spacciatori.  La stampa era troppo impegnata ad osservare i poveri pesci del torrente Lura in siccità sospetta. 



L'Omm del cantόn

mercoledì 29 luglio 2015

Saronno Bene Comune-PSI contro la delibera Fagioli: "intende assumere impiegati amministrativi e non i vigili previsti nel piano assunzionale triennale"

di Giuseppe Nigro, ex Assessore Risorse Umane e Organizzazione della Giunta Porro

Leggo sulla stampa del 29 luglio 2015 l'intervento del sindaco Fagioli di replica al comunicato di Saronno Bene Comune-PSI, uscito in data 28 luglio 2015, in cui mi chiama in causa direttamente per le mia passata attività amministrativa.

In premessa, faccio osservare al Sindaco Fagioli che nel comunicato di Saronno Bene Comune-PSI, non mi pare si metta in discussione la legittimità di costituire uffici posti alla diretta dipendenza del sindaco, semmai viene criticata l'opportunità, che è cosa ben diversa.

Preme invece affermare con chiarezza che la passata amministrazione non ha "demansionato" alcun dirigente

La riorganizzazione del 2011 della struttura di vertice del comune che ridusse la pianta organica da 7 a 5 dirigenti con i risparmi conseguenti, portò alla costituzione del Settore Sicurezza Protezione Civile. Il dirigente preposto al settore aprì a chiusura di legislatura un contenzioso per demansionamento, ma non risulta a chi scrive che il giudice del lavoro abbia riconosciuto le sue richieste. 

Se il sindaco Fagioli ha mediato soluzioni extragiudiziali con il dirigente è nelle sue facoltà, ma è altro rispetto a presunti demansionamenti non dimostrati. Pertanto che il sindaco abbia risparmiato 230.000 euro è una sua convinzione, non suffragata da alcuna attestazione formale.

Sulla "quinta figura da fuori", presumo che il sindaco Fagioli alluda all'incarico affidato alla dirigente proveniente dal settore Servizi Sociali del comune di Voghera per ricoprire il posto rimasto vacante nel 2012, dopo il pensionamento dello storico dirigente saronnese che ne occupava l'ufficio. Come è noto, il settore servizi sociali rappresenta una attività sensibile dell'ente locale in cui necessitano specifiche professionalità. Da qui la scelta di provvedere con un incarico a persona competente.
Trovo di cattivo gusto, non foss'altro per l'onorabilità della dirigente dei servizi sociali che ha ricoperto validamente la funzione fino a quando è rimasta in servizio, l'allusione sui miei presunti rapporti di amicizia. Il sindaco Fagioli avrebbe potuto risparmiarsi una indubbia caduta di stile verso una signora. Certo è - come mio costume - ho intrattenuto rapporti professionali e di civiltà con la dirigente in questione,  come del resto con tutto il personale del comune.

Il sindaco Fagioli, infine fa conti un po' strani, per cui confonde gli stipendi (spese correnti) con gli investimenti. Per il momento, come si capisce dal suo intervento, intende assumere impiegati amministrativi e non i vigili previsti nel piano assunzionale triennale. Mi pare una contraddizione grave per un tribuno della sicurezza.  

L'accusa secondo cui non mi sarei "interessato dei soldi" è grave, quanto destituita di fondamento. Colgo l'occasione per ricordare che il rigore nella politica del personale (anche quello dirigente) ha portato nel quinquennio 2010-2015 ad un risparmio in termini assoluti di più di 2.000.000 di euro, contribuendo non poco a mantenere in ordine i conti del comune. 

Trovo quindi del tutto fuori luogo le accuse del sindaco Fagioli. Dimostri di perseguire la strada della riorganizzazione e dei risparmi ancora possibili sulla organizzazione del comune. E' una strada faticosa, ma inevitabile, se vorrà amministrare bene i denari dei saronnesi. Dimostri di valorizzare le professionalità di cui dispone il personale in servizio, assuma i vigili urbani previsti dal piano triennale delle assunzioni. 
Tanto dovevo per verità ai cittadini saronnesi.

martedì 28 luglio 2015

Giunta Fagioli? Sprecona.

Nella seduta di giunta del 23 luglio 2015, la giunta di Saronno all'unanimità ha votato una delibera con cui è stato deciso di costituire  l'ufficio di staff del sindaco.

Iniziamo con il dire che laddove i sindaci hanno stabilito di adottare simile provvedimento organizzativo hanno contemporaneamente ridotto il numero di assessori. Nel caso di Saronno, invece, ci troviamo in presenza di una giunta di 7 assessori (massimo previsto dalle legge) con l'evidente aggravio di costi e pure l'aggiunta di uno staff del sindaco, fortemente voluto dallo stesso, come recita la delibera.

La delibera 159, del 23.07.2015, in un colpo solo modifica la dotazione organica e il piano di assunzione triennale del Comune di Saronno. Con la prima scelta si opera in controtendenza rispetto alla passata amministrazione che aveva contenuto le spese di personale per raggiungere un rapporto ottimale tra spese generali e spese del personale; con la seconda scelta si privilegia l'assunzione di personale esterno invece di valorizzare quello interno.

Su quest'ultima questione diremo che il settore della segreteria generale per numerosità e professionalità del personale non ha bisogno di apporti esterni. Tutt'altro. La scelta lascia intendere che l'amministrazione leghista abbia scarsa fiducia del personale del Comune di Saronno. Pertanto l'assunzione di due categorie C1, seppure a tempo determinato e a tempo parziale rappresenta un autentico spreco.

Ci chiediamo, inoltre, come l'amministrazione Fagioli, che dice di essere attenta ai temi della sicurezza, non abbia ritenuto, come primo atto in materia di personale assumere i due vigili urbani previsti dal piano assunzionale triennale che invece sta modificando per selezionare personale "amico".

Sull'assunzione di un dirigente per esercitare la funzione di indirizzo e controllo per conto del sindaco, una figura in buona sostanza di direttore generale mascherato, ci pare una sorta di dichiarazione pubblica di incapacità del sindaco e della sua giunta. Per le dimensioni del comune di Saronno, la scelta di costituire uno staff del sindaco appare inutile e spropositata.
È noto che la funzione di indirizzo e controllo riguarda il piano del vertice politico-amministrativo, delegarlo a un funzionario, in presenza di una organizzazione complessa, in cui sono presenti dirigenti, posizioni organizzative, funzionari e dipendenti, oltre alle strutture funzionali esterne, vuol dire costruire, con buona probabilità, le premesse per il disimpegno e la deresponsabilizzazione della macchina comunale.

I costi di questa operazione si aggirano intorno a euro 125.000 che andranno a gravare sul bilancio del comune di Saronno e sulle tasche dei saronnesi. Restiamo stupiti come la tecno struttura, responsabile del personale e delle risorse finanziarie, cui è nota la situazione di bilancio, si sia acconciata prontamente corrispondere al potere politico, invece di rivendicare l'autonomia gestionale che compete all'apparato.

Ritorneremo presto sui costi della nuova giunta, non appena avremo le dichiarazioni sullo stato professionale e le dichiarazioni dei redditi degli amministratori per calcolare quanto ci costano.  Abbiamo quasi la certezza, sin d'ora, che le spese per contributi INPS siano aumentate.  

PSI-Saronno Bene Comune

lunedì 6 luglio 2015

L'Omm del cantόn

Chi era l'omm del cantόn

Un amico paterno con cui abbiamo condiviso un interesse comune: l'amore per la città degli amaretti. Si era messo in un canto. Discreto. Osservava il borgo con occhi arguti e vivi. Pungente e ironico. Quando necessitava metteva in azione il maglio. Senza sconti per nessuno.

Quanto accaduto con le recenti elezioni impone il ritorno dell'omm del cantόn. Qualcuno pensava di averlo rottamato, come si usa dire, in questa epoca. Ritorna invece al servizio della città.   

Intanto incomincia con il dire che i fagioli assunti in modo esagerato producono effetti devastanti. Se due fratelli occupano la posizione di sindaco e quella di presidente del Consiglio comunale sarà soddisfatto certamente il padre, risarcito di vent'anni di frustrazioni, ma non certo i cittadini. Fin qui siamo al cosiddetto familismo amorale dei padani e/o italiani come faceva osservare un noto politologo americano.

Una ulteriore prima battuta. Che dire dell'apertura della Piazza del Santuario alle automobili per il primo consiglio comunale dell'era Fagioli? Perché il comandante della polizia locale non ha applicato l'ordinanza che lui stesso ha emesso? Se il buongiorno si vede dal mattino…   

giovedì 14 maggio 2015

Largo XX Settembre

Abbiamo presentato la lista di Saronno Bene Comune nella piazzetta che si incontra, partendo da Piazza Libertà, lungo la  Via Roma, appena dopo il Lura, sulla destra.

Perché presentarci in questo luogo?

Perché è per molti versi emblematico del futuro non solamente urbanistico  di Saronno.
Un futuro che fa perno sulla riqualificazione del tessuto urbano, sul recupero dei beni comuni di valenza storica e ambientale, così come lo intendiamo noi di SBC e così come previsto dal PGT che è stato approvato dall'amministrazione in carica.

Perché quel luogo è un po' il baricentro di molti elementi e simboli che richiamano l'identità  saronnese  e nazionale: il torrente Lura, un'area dismessa, le sedi istituzionali, palazzo Visconti, la Piazza Libertà.

Il tema dell'identità, locale e nazionale, è per noi importante.
Riteniamo che non si possano affrontare le sfide del futuro e del confronto/integrazione con culture diverse che ci impongono le vicende di questi anni, se non rinforziamo la nostra identità locale e nazionale.
Se non lo facciamo con l'apertura mentale e l'assenza di pregiudizio che sono propri della cultura laica.

La laicità non ha nulla a che vedere con il sentimento antireligioso
La laicità è ben altro. E' una predisposizione  mentale e culturale all'apertura e al confronto  libero da pregiudizi verso il mondo esterno.
E' la condizione necessaria per garantire equità e pari opportunità a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro credo politico o religioso e dai propri legittimi stili di vita.

Per questo vogliamo simbolicamente intitolare questo luogo al  XX settembre 1870, quando con l'apertura della breccia di Porta Pia e la fine del potere temporale del papato si realizzò di fatto l'unità d'Italia e la nascita della nazione italiana, presupposto per la costruzione di una identità nazionale.

Il XX settembre è una data fondamentale per la laicità dello stato in quanto ha sancito il riconoscimento dell'autonomia di Stato e Chiesa nel reciproco rispetto.
Il XX settembre è una data fondamentale per la nostra storia, che fino al 1929 è stata celebrata come festa nazionale e poi abolita durante il fascismo.
Per questo chiediamo alle forze politiche in campo che si ritengono realmente democratiche e antifasciste di impegnarsi per un atto concreto e sostenere la nostra richiesta alla prossima amministrazione, qualunque sia, di intitolare questo luogo al XX settembre 1870.






sabato 18 aprile 2015

Diritti per tutti. Doveri pure.

Saronno Bene Comune porterà avanti la proposta di istituire il Registro delle unioni civili. In assenza di leggi nazionali, anche nella nostra città si deve prestare attenzione a quelle forme di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici ma che non intendono contrarre matrimonio. È la Costituzione italiana che garantisce la coppia di fatto, anche omosessuale, all'articolo 2, dove si riconoscono e garantiscono i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. Non si tratta, ovviamente di mettere in discussione la famiglia, ma semplicemente di prendere atto di una realtà sociale mutata e di rimuovere le disuguaglianze fra persone.
Sono più di 200 i comuni che hanno approvato il registro delle unioni civili in Italia. Saronno deve aggiungersi alla lista. Noi perseguiamo l'ambizioso obiettivo che Saronno diventi la città dei diritti civili. Il rispetto per le persone è un valore che va perseguito e stupidi pregiudizi vanno rimossi.
Siamo altresì convinti, però, che i diritti diventano strumenti di democrazia, giusti riconoscimenti di aspirazioni individuali, se  si fondano anche sui doveri di solidarietà come valori che fondano il processo d incivilimento di una comunità. Se così non fosse diventano soltanto fattori di egoismo individuale. La ricostruzione di un senso di comunità è indispensabile per far uscire la società dalla crisi in cui si trova, concepiamo la battaglia per i diritti civili dentro questo orizzonte di senso.
Per questo siamo convinti che la comunità nazionale e quella locale saranno in grado di salvare la stagione dei diritti e delle libertà che ha caratterizzato gli anni Settanta del secolo scorso e allargarne l'area, se nascerà anche un nuovo senso del dovere.  Sono i doveri che esprimono accanto ai diritti il legame politico fra cittadini e favoriscono il senso di appartenenza ad una comunità.

Vogliamo sviluppare nel proporre il registro delle unioni civili l'idea di una democrazia che non vive di soli diritti, ma pure di doveri morali, di rispetto delle regole, di fiducia nel futuro. I doveri non sono quelli degli altri. Abbiamo il "dovere di avere doveri", diceva Norberto Bobbio. 

Economia e Cultura

Pur essendo Saronno una città ricca sotto il profilo dell'offerta culturale, vi è in città la percezione che non esista una proposta che qualifichi una politica pubblica dell'amministrazione comunale. Non è in discussione, pertanto, la numerosità delle proposte, piccole o grandi che costellano la vita cittadina. Né la valorizzazione, o meno, delle strutture esistenti. Teatro, Biblioteca, Unitre, Società Storica, Museo del Lavoro, Archivio Storico del Santuario, etc., istituzioni, piccole e grandi, pubbliche e private possono e devono raccordare le loro proposte. A questo riguardo, si elabori un regolamento comunale per gestire la ricchezza delle molteplici espressioni culturali che operano in città e che intendono coordinarsi  con una regia pubblica. 
La pianificazione dell'attività culturale può apparire una proposta minimalista, ma non si sottovaluti il tema, non è di semplice attuazione. 
Se si riescono a superare barriere e "gelosie", la vita civile e culturale della città potrebbe davvero ricavarne un valore aggiunto.
Saronno Bene Comune è composta, come ci siamo definiti, di spiriti liberi. Vorremmo essere innovativi anche in questo settore. 
Noi, innanzitutto, siamo convinti dell'idea che economia e cultura  sono principi complementari nello sviluppo di un paese, di una città moderna. Una politica pubblica in campo culturale si fonda sulla scelta di un indirizzo e interrogarsi su quali fattori a Saronno possano concorrere a mettere in sinergia economia e cultura. Pertanto non abbiamo un'idea della cultura di tipo aristocratico, in cui il principe/mecenate (pubblico) protegge le arti garantendo elargizioni. La cultura, oggi, deve porsi anche il problema del mercato e rappresentare una leva dello sviluppo del territorio, un elemento della sua attrattività.  
Ci sono prodotti espressione della cultura della nostra città, del nostro territorio, che possano assicurare un vantaggio competitivo? Nel contesto della città e del territorio non c'è marchio che possa superare in attrattività "diSaronno". Partire da "diSaronno" è d'obbligo per qualsiasi iniziativa che voglia avere una dimensione che vada oltre la città. La strada verso cui indirizzarsi è la sinergia pubblico-privato, intorno ad un'idea forte, che possa rappresentare una leva importante per la caratterizzazione dell'offerta culturale.  
Negli ultimi anni, in Italia, sono i "festival culturali" a rappresentare il modello, un unicum, per le politiche culturali. È un fenomeno di vaste dimensioni e se anche a Saronno si optasse per intraprendere questa strada, si dovrebbe individuare una proposta che per originalità e praticabilità, possa costruire una identità culturale della città, del territorio, all'interno e rappresentare una condizione di miglioramento anche economico.  
Per produrre cultura sono necessarie idee, quindi fondamentale è individuare una personalità che sappia immettere managerialità nella gestione del settore. Una politica pubblica, una proposta che abbia come pilastri l'ancoraggio al territorio che sappia esprimersi e crescere dal basso dovrebbe tenere conto di ingredienti quali l'innovazione e la ricerca, e in particolare sviluppare la nuova frontiera della green economy. Dall'incrocio di questi fattori trae vigore il nuovo, il futuro. È in fondo, se ci pensiamo bene, un recupero di cultura costituzionale. Dall'articolo 9 della Costituzione: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Un festival, una rassegna culturale annuale - che sappia evocare tradizione produttiva, "diSaronno", immaginario, ambiente, inteso come rinaturalizzazione, fattore auspicato e perseguito dal nuovo Piano di Governo del Territorio - è quanto potrebbe ridare centralità a Saronno in dimensione subregionale. Gli ingredienti ci sono tutti, bisogna però che si esca dal dilettantismo e si pianifichi la politica culturale dentro una dimensione professionale. Questo è ciò che serve alla città. Siamo convinti che le svolte culturali siano alla base di quelle economiche. Noi abbiamo bisogno di radicalità in questo campo. Invertire il declino di Saronno è possibile. Per questo il settore culturale va completamente rivisto.

lunedì 13 aprile 2015

Rilanciamo la Città Metropolitana

La Giunta di Regione Lombardia ha recentemente definito i criteri in base ai quali i Comuni potranno aderire alla Città metropolitana. A leggere con attenzione il provvedimento si ha quasi l'impressione che ricalchi nell'impianto la delibera che a suo tempo propose la Giunta comunale di Saronno. Si richiede che il processo di adesione avvenga sulla base di un disegno strategico, tenendo conto di valutazioni di carattere sociale, economico e infrastrutturale. Elementi motivazionali ampiamente illustrati a suo tempo nella delibera ricordata. Tra gli elementi di valutazione che guideranno l'inclusione oppure l'esclusione di chi farà domanda si terrà conto del grado di interdipendenza con il Capoluogo regionale, dei fattori sociali e di collegamento, della continuità infrastrutturale. Sono fattori ampiamente documentati nella delibera presentata in Consiglio comunale. L'arresto del processo di adesione determinatosi a suo tempo per via della Legge Del Rio, oggi può riprendere. Città metropolitana, nonostante le difficoltà dell'avvio diventerà il cardine della riforma amministrativa a livello locale e un potente fattore di rilancio dell'economia. Se Saronno rimane esclusa da questo processo, se non osa fare il salto che dovrebbe, è destinata a languire in un localismo inconcludente e privo di futuro. 
Noi siamo fortemente convinti che il Bene Comune di Saronno sia l'inclusione in Città metropolitana, per questo senza ipocrisie rilanciamo il tema che proporremo faccia parte del programma del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. 

giovedì 9 aprile 2015

Scuola, Bene Comune irrinunciabile per Saronno

Saronno necessita da tempo di migliorare l'assetto del suo sistema formativo. Un primo problema riguardante il dimensionamento dell'offerta formativa è in via di soluzione. Abbiamo sostenuto con forza che non bisognava rinunciare ad un dimensionamento su tre istituti comprensivi, pena lo squilibrio organizzativo degli istituti cittadini. Il problema è in via di soluzione. 
Bisogna continuare sulla strada intrapresa senza tentennamenti.
Il rispetto dell'autonomia funzionale della scuola non può significare la rinuncia da parte dell'ente locale al proprio ruolo. Il Comune, oggi più di ieri, deve costruire il Piano dell'offerta formativa cittadino, che non consiste soltanto nel garantire strutture e sedi scolastiche, ma vuol dire proporre alla scuola una visione della formazione. La scuola è un bene comune perché deve rappresentare la sede pubblica in cui avviene la formazione del cittadino e si creano le condizioni per rimuovere le disuguaglianze di partenza. Entrambi questi aspetti, oggi, ancor più di ieri sono finalità irrinunciabili. Sono per noi valori fondanti di una società democratica. 
Troppe sono le disuguaglianze che si sono accumulate fra bambini provenienti da famiglie abbienti e povere anche nella nostra città. La scuola deve ritornare ad essere quell'ascensore sociale per i "capaci e meritevoli", ancorché privi di mezzi. Il dettato costituzionale è quanto mai di attualità e va perseguito senza tentennamenti. Un piano comunale di sostegno all'integrazione dei bambini stranieri e la definizione di standard tecnologici minimi per l'apprendimento dei nuovi linguaggi multimediali e informatici devono entrare nel Piano Formativo Comunale per consentire ai bambini saronnesi di affrontare il futuro consapevolmente. Infine intendiamo promuovere iniziative pubbliche per valorizzare i capaci e meritevoli. Premiare il merito sarà il nostro orientamento.
Il nostro programma prevede la realizzazione della nuova sede della scuola primaria "G. Rodari" e la rigenerazione del patrimonio scolastico esistente. A tal fine bisogna prevedere un concorso di progettazione  volto a raccogliere soluzioni progettuali per una edilizia scolastica di eccellenza. Il fine è quello di promuovere un modello innovativo di alta qualità, non solo estetico, ma sotto il profilo dell'innovazione tecnologica e costruttiva a basso impatto sull'ambiente.
Il piano delle manutenzioni avviato nel quinquennio 2010-2015 dovrà proseguire. Il patrimonio di edilizia scolastica cittadino deve essere riportato ad uno stadio di decoro e di sicurezza conforme con le normative vigenti. Le scuole di Saronno devono essere belle (perché la bellezza è un valore appannaggio di tutti) e sicure (perché la sicurezza è garanzia di serenità per le famiglie e i bambini).
Costituire un fondo immobiliare "scuola" per l'innovazione del patrimonio pubblico e la rigenerazione di quello esistente che tenga conto delle opportunità offerte dal partenariato pubblico-privato. Bisogna anche migliorare il patrimoni pubblico delle dotazioni tecnologiche per una scuola al passo con i tempi. Il piano coordinato dall'Assessorato ai Lavori pubblici per dotare Saronno della banda ultralarga garantisce il cablaggio gratuito di quasi tutte le scuole cittadine che potranno così avere connessione gratuita a velocità fino ad oggi impensabili.

Il piano già avviato di dotare il sistema comunale pubblico delle scuole dell'infanzia di sedi proprie dovrà proseguire. I nidi dal maggio 2009 sono come le scuole materne servizi fondamentali in capo all'ente locale.  L'Istituzione promossa dal comune di Saronno, strumento di cui l'Amministrazione comunale si è dotata, prefigura i nuovi indirizzi legislativi. La prossima legislatura dovrà integrare ulteriormente i settori (nido + scuole materne).

mercoledì 1 aprile 2015

"Sicurezza, Sindaci impotenti" da La Prealpina, 30/03/2015


Da "La Prealpina" di Lunedì 30 Marzo

Egregio Direttore,

sono piuttosto colpito dal titolo di prima pagina della "Prealpina" di venerdì 27 marzo 2015: "Polizia aggredita, come nel Bronx". Trenta extracomunitari che aggrediscono una squadra volante della polizia non è fatto che può rimanere sotto traccia. Vuol dire che la situazione in provincia di Varese ha raggiunto soglie di rottura. La questione non riguarda più le risse fra bande di magrebini alla stazione di Saronno. L'aggressione ai rappresentanti dello stato vuol dire mettere in discussione lo stato stesso e tutto questo preoccupa.
C'è qualcosa che non va nelle politiche pubbliche in materia di sicurezza nel nostro territorio e sarebbe ora che i rappresentanti della forze di governo e di opposizione che siedono in parlamento si occupino del problema. Dico da sempre che la sicurezza riguarda tutti, indipendentemente dall'appartenenza.
Il tema della sicurezza urbana e dell'ordine pubblico è materia chiave della società contemporanea. In un'epoca caratterizzata da forti migrazioni di esseri umani provenienti da mondi poveri verso il nostro Occidente, ricco ed opulento, era inevitabile che anche la società italiana ne fosse coinvolta. E senza voler porre rapporti di causa effetto, le fila della microcriminalità non possono che trovare alimento in questa massa di diseredati. Il resto lo sta facendo la crisi economica.
Purtroppo la società italiana fatica a trovare un modo efficace per contrastare la criminalità diffusa. Nel dibattito pubblico locale tale fenomeno è affrontato in modo prevalentemente scandalistico. Accade un fatto delittuoso e a farne le spese sono sindaco e assessore delegato alla Polizia Locale.
Fino ad oggi, gli altri livelli di governo e i loro apparati, prefetture e questure, rimanevano indenni dalle critiche. Da qualche tempo, spiace doverlo riconoscere, anche queste istituzioni incominciano a perdere di credibilità e i cittadini sempre più esposti alle malefatte e alle prepotenze di microcriminali di ultima generazione, spesso privi di permesso di soggiorno regolare, manifestano senza più reticenze la loro violenza verso le forze dell'ordine.
Dopo cinque anni di delega alla sicurezza urbana, mi chiedo se il rito del confronto fra Prefetto, autorità civili comunali e rappresentanti delle forze dell'ordine abbia inciso in qualche modo nel garantire vivibilità e sicurezza ai cittadini saronnesi. Incomincio a nutrire dei seri dubbi. Mentre vado sempre più convincendomi che vi sia un serio problema nel modo in cui le forze dell'ordine sono organizzate sul territorio e utilizzano le risorse di cui dispongono.
A tutt'oggi, nonostante vi siano responsabilità comuni individuate dalla legislazione corrente, fra Prefetture ed enti locali, non esiste una piattaforma informativa comune e uno strumento di costruzione di strategie condivise e coordinate. Stante la criticità rappresentata dall'ordine pubblico nel territorio, tutto ciò appare un ritardo ingiustificato dei soggetti deputati all'ordine pubblico.
Certo, i dati sulla delittuosità sono informazioni sensibili, proprio per questo bisognerebbe, pur nella distinzione dei ruoli, avere accesso seppure con livelli differenziati alle informazioni e prevedere una piattaforma informativa comune.
Come può un Sindaco, senza disporre automaticamente dell'accesso ai dati territoriali disaggregati raccolti dalle stesse Forze di polizia (ad esempio la banca dati sulle denunce) avviare una seria politica pubblica in materia di sicurezza urbana? L'art. 54 del Testo unico degli enti locali conferisce al sindaco responsabilità sull'ordine e la sicurezza pubblica e ruolo di coordinamento fra la polizia locale con le Forze di polizia, ma tutto ciò come può essere esercitato senza le opportune informazioni?
Non voglio porre solo domande. Fornire risposte è possibile. Innanzitutto, bisogna affinare il processo decisionale. E questo è tanto più possibile se una governance intelligente del territorio sa predisporre un monitoraggio sistematico dei fenomeni, una raccolta scrupolosa di dati e informazioni e soprattutto l'integrazione di questi dati in una piattaforma fruibile a diversi livelli dei soggetti che si occupano di sicurezza urbana e ordine pubblico. Smart city è anche questo.
La struttura della polizia locale di Saronno in questi cinque anni di amministrazione è stata spinta a raccogliere dati e a strutturarli. Tutto questo avviene ancora con una competenza inadeguata, ma sono state gettate le basi per strategie future. Le condizioni per costruire una piattaforma intelligente sono state congegnate. 
Fin qui il piano della innovazione ai fini delle politiche pubbliche della sicurezza. Il resto però riguarda il rispetto delle regole e la legalità.
Quando un gruppo di facinorosi aggredisce in massa i rappresentanti delle forze dell'ordine, vuol dire che qualcosa si è rotto nella società. È giunto il momento che si promuova una conferenza sull'ordine pubblico e la sicurezza nella nostra provincia. I fatti di Varese della settimana scorsa di via Medaglie d'Oro ne fanno crescere l'urgenza.

Giuseppe Nigro

Assessore alla Polizia locale Sicurezza Protezione Civile del Comune di Saronno 

lunedì 30 marzo 2015

Saronno, Palazzo Visconti e il salto del cavallo

Ci vuole un programma di riqualificazione urbana del Centro storico. Questo deve fare la prossima amministrazione se vuole rilanciare la città.
Il comune non ce la farà mai con le modeste risorse di cui dispone a restaurare Palazzo Visconti. L'unica strada è quella di una partnership pubblico-privata. Si esca dalle secche della sacralità del manufatto storico. Palazzi ben più importanti sotto il profilo architettonico sono stati fatti rivivere con l'intervento di società commerciali interessate ad aprire un punto vendita. 
Ci sono catene internazionali di abbigliamento che lo hanno fatto. E' uno dei modi possibili, perché il centro storico diventi un attrattore potente. Palazzo Visconti potrà rivivere soltanto se il comune assume una posizione coraggiosa.
Se vogliamo far vivere funzioni pubbliche, potenziare la città pubblica, è necessario aumentarne l'attrattività e la frequentazione, favorendo funzioni economiche come commercio e ristorazione di qualità. Mancano entrambi a Saronno e cedere le parti meno nobili del palazzo per recuperare il resto è inevitabile realismo.
Se una operazione così congegnata trovasse interlocutori, c'è da pensare che anche i luoghi circostanti trarrebbero motivo per riqualificarsi, con un indubbio vantaggio per la città che recupererebbe parti, oggi, consegnate al degrado.
La demolizione della caserma dei vigili del fuoco troverebbe  il suo senso all'interno di questa visione e le sponde del Torrente Lura potrebbero essere riconsegnate alla città che ne avrebbe un vantaggio ambientale ed estetico indiscusso.
Non solo Palazzo Visconti va restaurato e rifunzionalizzato, è indispensabile predisporre un piano anche per Villa Gianetti che a breve si libererà degli uffici di Saronno Servizi. La città pubblica che ha come riferimento Palazzo Visconti e Villa Gianetti  va pensata unitariamente. 
C'è il problema dell'accessibilità al centro. Ma questo è un dilemma da cui non si sfugge. Se si vuole un centro vivo bisogna facilitare il modo in cui accedervi. I parcheggi nel centro, o in prossimità del centro storico, sono un aspetto ineludibile. Niente parcheggi, niente vitalità. Hic rhodus hic salta. Le anime belle che fino ad oggi hanno rimosso il problema, devono scegliere. Non si difende meglio l'ambiente evitando la realizzazione dei parcheggi. Questi esponenti che stanno trasversalmente in tutte le aree politiche rischiano di essere curatori fallimentari di una città che invece ha bisogno di un nuovo dinamismo.
Bisogna incrociare efficacemente risorse e obiettivi, pubblici e privati. Soltanto in questo modo può iniziare il recupero dei luoghi della città storica, oggi degradati.  

Basta paraocchi, finora questa politica è servita a "tutelare" il degrado. Per questo è necessario fare il salto del cavallo, cioè un salto culturale, pena essere inconsapevoli conservatori. Pensare al futuro senza appiattirsi sul presente è questione di spiriti liberi, come vogliamo essere. Vogliamo progresso e sviluppo e pure incivilimento. 

domenica 29 marzo 2015

Saronno Bene Comune per la Democrazia Partecipativa

Noi di Saronno Bene Comune siamo spiriti liberi, per questo non abbiamo difficoltà nel riconoscere che vi sono questioni irrisolte nel modo in cui è stato governato l'ente locale. 
Non tutto del programma del sindaco eletto nel 2010 è stato realizzato e lo diciamo senza infingimenti.   

Noi siamo per un governo dell'ente locale fondato sulla partecipazione attiva dei cittadini. 


Ne eravamo convinti. Lo ribadiamo. Trasparenza e partecipazione è un binomio inscindibile se si vogliono risolvere i problemi della città.
Oggi, la finanza pubblica ha trasformato il rapporto fra stato ed enti locali: se gli enti locali riescono ancora a far fronte ai servizi di pubblica utilità lo si deve alle tasse pagate dai cittadini. Lo stato per risanare i suoi conti toglie risorse agli enti locali che per mantenere il welfare comunale sono costretti ad aumentare la contribuzione dei cittadini.
Se le politiche pubbliche locali si finanziano direttamente con il prelievo fiscale locale, a maggior ragione bisogna chiamare i cittadini alla compartecipazione delle scelte amministrative.
Pensiamo alle sanzioni del codice della strada che oggi finiscono in due direzioni: nel bilancio generale e a implementare la previdenza complementare dei vigili urbani. Perché non far decidere i cittadini su dove indirizzare una parte degli incassi? A noi di Saronno Bene Comune piacerebbe, ad esempio, destinare una parte delle entrate alle politiche a favore delle famiglie, ma vorremmo condividere la scelta con i cittadini.
Il sindaco e gli amministratori in carica debbono ascoltare con le forme e i modi che riterranno i cittadini. Oggi, le forme di consultazione sono favorite e facilitate non poco dalle nuove tecnologie. Ciclo del bilancio, attività degli uffici comunali e processo partecipativo si devono integrare.
Le elezioni selezionano la classe dirigente, ma fra una competizione elettorale e l'altra, i cittadini debbono essere periodicamente ascoltati. Il programma del sindaco deve essere costantemente revisionato, perché i cambiamenti sono talmente rapidi che ciò che appare corretto e proponibile durante la campagna elettorale diventa, talvolta, obsoleto e insostenibile in poco tempo.


Recuperare la fiducia e il senso di appartenenza dei cittadini verso il comune sarà il primo impegno di Saronno Bene Comune.  
È indispensabile un forte segnale di apertura verso la collettività.

martedì 24 marzo 2015

Saronno Bene Comune in Consiglio Comunale

Consiglio Comunale di Saronno - 23 Marzo 2015

In occasione dell'ultimo consiglio comunale del 2014 abbiamo ricordato i cento anni dalla prima presenza del Partito Socialista Italiano  in questa assemblea elettiva.
Cento anni con lo stesso nome, a parte la triste parentesi della dittatura fascista, guidati dagli stessi valori: laicità, giustizia sociale, solidarietà, legalità, difesa dei beni comuni e dei diritti dei cittadini, con il progresso sociale come orizzonte.
L'esperienza amministrativa degli ultimi cinque anni, gli intensi contatti con i cittadini di Saronno e con i loro problemi e le loro attese,  ci hanno confermato non solo l'attualità di questi valori, ma anche la necessità di difenderli e di declinarli alla scala locale, in una prospettiva civica ma  non di deriva antipolitica, perchè le scelte di natura amministrativa non sono neutre, prive di un disegno, ma sono riconducibili ad un'idea di società e di comunità.
L'urgenza del fare e la tendenza degli schieramenti politici ad aggregarsi  in grandi blocchi rischiano di escludere, anche dalla scena politica saronnese le forze minori, che possono garantire pluralismo di idee e stimoli al rinnovamento, oltre che  competenze maturate nei lunghi anni di presenza in consiglio.
Per questo abbiamo deciso di condividere con chi si riconosce nei nostri valori l'esperienza di una lista civica politica,che abbiamo denominato Saronno Bene Comune, che vuole essere lo spirito libero del centrosinistra, in cui possano confrontarsi idee ed esperienze anche diverse, la cui ricchezza è il pluralismo, ma con l'unico obiettivo di difendere il bene comune della città.
Saronno Bene Comune si presenterà alle prossime elezioni amministrative in alleanza con il Partito Democratico per rappresentare un'eredità con forti radici che altrimenti rischierebbe di andare  dispersa .
Noi intendiamo rafforzare e innovare in chiave moderna l'area del riformismo laico democratico e solidale, consentendo fin d'ora a chi ha apprezzato la nostra proposta,
e che vede in essa un chiaro ancoraggio civico senza per questo dover mediare sui valori di riferimento   di trovare una rappresentanza in consiglio comunale.

Comunichiamo quindi che a partire dalla presente seduta,  il gruppo consiliare del Partito Socialista Italiano assume la denominazione di Saronno Bene Comune-PSI.