lunedì 30 marzo 2015

Saronno, Palazzo Visconti e il salto del cavallo

Ci vuole un programma di riqualificazione urbana del Centro storico. Questo deve fare la prossima amministrazione se vuole rilanciare la città.
Il comune non ce la farà mai con le modeste risorse di cui dispone a restaurare Palazzo Visconti. L'unica strada è quella di una partnership pubblico-privata. Si esca dalle secche della sacralità del manufatto storico. Palazzi ben più importanti sotto il profilo architettonico sono stati fatti rivivere con l'intervento di società commerciali interessate ad aprire un punto vendita. 
Ci sono catene internazionali di abbigliamento che lo hanno fatto. E' uno dei modi possibili, perché il centro storico diventi un attrattore potente. Palazzo Visconti potrà rivivere soltanto se il comune assume una posizione coraggiosa.
Se vogliamo far vivere funzioni pubbliche, potenziare la città pubblica, è necessario aumentarne l'attrattività e la frequentazione, favorendo funzioni economiche come commercio e ristorazione di qualità. Mancano entrambi a Saronno e cedere le parti meno nobili del palazzo per recuperare il resto è inevitabile realismo.
Se una operazione così congegnata trovasse interlocutori, c'è da pensare che anche i luoghi circostanti trarrebbero motivo per riqualificarsi, con un indubbio vantaggio per la città che recupererebbe parti, oggi, consegnate al degrado.
La demolizione della caserma dei vigili del fuoco troverebbe  il suo senso all'interno di questa visione e le sponde del Torrente Lura potrebbero essere riconsegnate alla città che ne avrebbe un vantaggio ambientale ed estetico indiscusso.
Non solo Palazzo Visconti va restaurato e rifunzionalizzato, è indispensabile predisporre un piano anche per Villa Gianetti che a breve si libererà degli uffici di Saronno Servizi. La città pubblica che ha come riferimento Palazzo Visconti e Villa Gianetti  va pensata unitariamente. 
C'è il problema dell'accessibilità al centro. Ma questo è un dilemma da cui non si sfugge. Se si vuole un centro vivo bisogna facilitare il modo in cui accedervi. I parcheggi nel centro, o in prossimità del centro storico, sono un aspetto ineludibile. Niente parcheggi, niente vitalità. Hic rhodus hic salta. Le anime belle che fino ad oggi hanno rimosso il problema, devono scegliere. Non si difende meglio l'ambiente evitando la realizzazione dei parcheggi. Questi esponenti che stanno trasversalmente in tutte le aree politiche rischiano di essere curatori fallimentari di una città che invece ha bisogno di un nuovo dinamismo.
Bisogna incrociare efficacemente risorse e obiettivi, pubblici e privati. Soltanto in questo modo può iniziare il recupero dei luoghi della città storica, oggi degradati.  

Basta paraocchi, finora questa politica è servita a "tutelare" il degrado. Per questo è necessario fare il salto del cavallo, cioè un salto culturale, pena essere inconsapevoli conservatori. Pensare al futuro senza appiattirsi sul presente è questione di spiriti liberi, come vogliamo essere. Vogliamo progresso e sviluppo e pure incivilimento. 

domenica 29 marzo 2015

Saronno Bene Comune per la Democrazia Partecipativa

Noi di Saronno Bene Comune siamo spiriti liberi, per questo non abbiamo difficoltà nel riconoscere che vi sono questioni irrisolte nel modo in cui è stato governato l'ente locale. 
Non tutto del programma del sindaco eletto nel 2010 è stato realizzato e lo diciamo senza infingimenti.   

Noi siamo per un governo dell'ente locale fondato sulla partecipazione attiva dei cittadini. 


Ne eravamo convinti. Lo ribadiamo. Trasparenza e partecipazione è un binomio inscindibile se si vogliono risolvere i problemi della città.
Oggi, la finanza pubblica ha trasformato il rapporto fra stato ed enti locali: se gli enti locali riescono ancora a far fronte ai servizi di pubblica utilità lo si deve alle tasse pagate dai cittadini. Lo stato per risanare i suoi conti toglie risorse agli enti locali che per mantenere il welfare comunale sono costretti ad aumentare la contribuzione dei cittadini.
Se le politiche pubbliche locali si finanziano direttamente con il prelievo fiscale locale, a maggior ragione bisogna chiamare i cittadini alla compartecipazione delle scelte amministrative.
Pensiamo alle sanzioni del codice della strada che oggi finiscono in due direzioni: nel bilancio generale e a implementare la previdenza complementare dei vigili urbani. Perché non far decidere i cittadini su dove indirizzare una parte degli incassi? A noi di Saronno Bene Comune piacerebbe, ad esempio, destinare una parte delle entrate alle politiche a favore delle famiglie, ma vorremmo condividere la scelta con i cittadini.
Il sindaco e gli amministratori in carica debbono ascoltare con le forme e i modi che riterranno i cittadini. Oggi, le forme di consultazione sono favorite e facilitate non poco dalle nuove tecnologie. Ciclo del bilancio, attività degli uffici comunali e processo partecipativo si devono integrare.
Le elezioni selezionano la classe dirigente, ma fra una competizione elettorale e l'altra, i cittadini debbono essere periodicamente ascoltati. Il programma del sindaco deve essere costantemente revisionato, perché i cambiamenti sono talmente rapidi che ciò che appare corretto e proponibile durante la campagna elettorale diventa, talvolta, obsoleto e insostenibile in poco tempo.


Recuperare la fiducia e il senso di appartenenza dei cittadini verso il comune sarà il primo impegno di Saronno Bene Comune.  
È indispensabile un forte segnale di apertura verso la collettività.

martedì 24 marzo 2015

Saronno Bene Comune in Consiglio Comunale

Consiglio Comunale di Saronno - 23 Marzo 2015

In occasione dell'ultimo consiglio comunale del 2014 abbiamo ricordato i cento anni dalla prima presenza del Partito Socialista Italiano  in questa assemblea elettiva.
Cento anni con lo stesso nome, a parte la triste parentesi della dittatura fascista, guidati dagli stessi valori: laicità, giustizia sociale, solidarietà, legalità, difesa dei beni comuni e dei diritti dei cittadini, con il progresso sociale come orizzonte.
L'esperienza amministrativa degli ultimi cinque anni, gli intensi contatti con i cittadini di Saronno e con i loro problemi e le loro attese,  ci hanno confermato non solo l'attualità di questi valori, ma anche la necessità di difenderli e di declinarli alla scala locale, in una prospettiva civica ma  non di deriva antipolitica, perchè le scelte di natura amministrativa non sono neutre, prive di un disegno, ma sono riconducibili ad un'idea di società e di comunità.
L'urgenza del fare e la tendenza degli schieramenti politici ad aggregarsi  in grandi blocchi rischiano di escludere, anche dalla scena politica saronnese le forze minori, che possono garantire pluralismo di idee e stimoli al rinnovamento, oltre che  competenze maturate nei lunghi anni di presenza in consiglio.
Per questo abbiamo deciso di condividere con chi si riconosce nei nostri valori l'esperienza di una lista civica politica,che abbiamo denominato Saronno Bene Comune, che vuole essere lo spirito libero del centrosinistra, in cui possano confrontarsi idee ed esperienze anche diverse, la cui ricchezza è il pluralismo, ma con l'unico obiettivo di difendere il bene comune della città.
Saronno Bene Comune si presenterà alle prossime elezioni amministrative in alleanza con il Partito Democratico per rappresentare un'eredità con forti radici che altrimenti rischierebbe di andare  dispersa .
Noi intendiamo rafforzare e innovare in chiave moderna l'area del riformismo laico democratico e solidale, consentendo fin d'ora a chi ha apprezzato la nostra proposta,
e che vede in essa un chiaro ancoraggio civico senza per questo dover mediare sui valori di riferimento   di trovare una rappresentanza in consiglio comunale.

Comunichiamo quindi che a partire dalla presente seduta,  il gruppo consiliare del Partito Socialista Italiano assume la denominazione di Saronno Bene Comune-PSI.